Ancor prima del sorgere del sole suona la mia sveglia, sono le 06:15. Mi alzo, lento, un po' rincoglionito, come da copione. Accendo il router, poi accendo il pc, poi alzo la serranda. Tutto da programma. E' il rito della mattina prima della bici, controllo previsioni del tempo online e poi guardo il cielo perchè delle previsioni non mi fido e ormai ho una certa esperienza ad azzeccare il tempo. Il cielo è coperto, c'è qualche spiraglio di luce, ma è di certo coperto. Non piove. Bene, se non piove, io esco. Mi vesto. Ho una la sensazione che uscirà una bella giornata, metto i pantaloncini e una maglietta non particolarmente pesante, nello zaino tutto quello che può servire per un'escursione con la neve. Casco, guanti e via. Scorro la città da nord a sud per arrivare al luogo dell'appuntamento: la sede della Gazzetta del Sud. Qui vedo ancora di più che il cielo è coperto, ma non mi dispero, c'è umidità e calura che sale dall'asfalto bagnato dalla pioggia della notte. All'appuntamento arrivo, come al solito, in anticipo, ma in poco tempo ci raduniamo, arriva la nostra guida: l'Illuminato Vito Freni. Siamo in 12, qualcuno sappiamo già che resterà indietro e farà fatica, ma Vito è fiducioso, mi dice "il gruppo pare buono, si può camminare". Mai parole furono più letali e meno indovinate. Dopo aver superato senza timore la pioggia iniziale che ci ha accompagnato per circa mezz'ora (senza però farci bagnare più di tanto) è uscito il sole (o quasi). Le mie previsioni erano giuste, la giornata ideale per pedalare. Purtroppo la salita è lunga e dura. Dobbiamo arrivare a 1020 metri s.l.m. circa e già i primi 500 metri, più in asfalto che in sterrato, per alcuni sono un interminabile calvario. Ma alla fine arrivano tutti. Si continua verso la cima, il fondo è sconnesso, ci sono sassi e pietre ovunque, la strada, non particolarmente larga, è occupata per metà da un canalone scavato dalla pioggia profondo almeno un metro. Finirci dentro significa farsi male, dunque si sta attenti e si cammina con cautela. Il fondo è quello della foto, almeno fino ai 700 m.s.l.m.
lunedì 31 gennaio 2011
Monte Scuderi 30 gennaio 2011
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C'è da aggiungere che uno dei "minatori", il sottoscritto che pedala su una "monoforcella", era in condizioni di salute veramente pessime (da tempo combatte con influenze, bronchiti ed altro non ancora ben curate e non completamente superate); ha quindi affrontato la dura ascesa al monte in queste condizioni ed il ritorno è stato un calvario anche se in pianura e col vento a favore... Il termine "minatori" non vogliamo pertanto spiegarlo ma mi sembrava opportuno dire in quali condizioni spesso si esce (consapevole che spesso non è giusto) solo per il piacere di andare in mtb e di stare con gli amici ;)
RispondiEliminaHai organizzato il giro e ti sei "sacrificato" nonostante non fossi al 100%....e non solo! Hai anche aiutato Giovanni a risolvere il problema meccanico. Se non fosse stato per te la cima nemmeno la vedevamo!
RispondiEliminaBeh tra i tanti suoi significati il termine "Minatore" fa riferimento anche all'appartenente al Genio minatori, specialità dell'arma militare del genio, cui è affidato un compito che richiede grandi capacità tecniche.... e mi pare che domenica scorsa tu lo abbia ampiamente dimostrato :) (Non sono l'altro minatore.... credo mi abbiate già riconosciuto dalla erre moscia)
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